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domenica 19 maggio 2013

Tempi moderni, vecchi sfruttamenti

Torno appena da una meravigliosa festicciola in compagnia di meravigliose ragazze nigeriane e romene sopravvissute alla tratta che ora hanno nuove vite con i loro piccoli bambini e nuovi sorrisi e nuove speranze..
Mi piacerebbe tanto che chi è impegnato nel dibattito sulla prostituzione - che sistematicamente ignora i protagonisti del business capitalista e mafioso che rinnova sotto parvenze di modernità vecchi schiavismi, violenze e sfruttamenti - sapesse rendere conto di sé a queste ragazze guardandole negli occhi. E osasse dire loro in faccia che la loro esperienza è solo un incidente di percorso in un mercato del sesso che è da promuovere come esempio di libertà e rispetto per le donne. 
Non si fa che dire che nei paesi dove si è legalizzato il mercato, depenalizzando i proprietari dei bordelli, la tratta è diminuita (e c'è chi dice, negando l'evidenza che è scomparsa!) e che le donne hanno conquistato autonomia sui loro corpi decidendo sui clienti e sulle loro prestazioni. Eppure, approfondendo anche solo un minimo, risulta chiaro che l'aspetto più evidente è invece la depenalizzazione dei capitalisti che investono nel settore dello sfruttamento sessuale commerciale e la loro promozione a rispettabili "manager". 
Ecco la traduzione di un articolo da un giornale online svizzero a cura di Maria Rossi, in cui si parla della nuova offerta di "sesso a go go" dietro pagamento di un fisso, ultima moda dei bordelli svizzeri e presente da tempo in Germania. Proprio un esempio perfetto di autonomia delle ragazze, notoriamente "imprenditrici di se stesse".. 

Sesso a go go per attirare clienti

E' emerso un nuovo concetto nei bordelli svizzeri. Il <<sesso a tariffa forfettaria>> permette ai clienti di far sesso con quante donne desiderano ad un costo fisso. Turbata, l'avvocata di Zurigo Silvia Steiner, esperta di tratta, rileva come il numero di locali che propongono questa offerta  continui ad aumentare.
Un bordello di Dübendorf (Zurigo) attira i clienti con questo slogan: <<Fino a 60 ragazze al giorno al costo fisso di 160 franchi, pasto compreso>>. Per 300 franchi per due ore un altro locale nel cantone di  Thurgovie promette <<sesso a volontà>> tutti i mercoledì, i sabati e le domeniche. Il gestore di una casa chiusa, che desidera restare anonimo, afferma che il <<sesso a tariffa forfettaria>> è molto redditizio: <<Non lo si proporrebbe se non fosse remunerativo. In genere gli uomini si sopravvalutano. Solitamente non fanno sesso con più di due donne>>.
Il nuovo concetto in voga non piace a Rebecca Angelini, portavoce del centro di assistenza alle vittime della tratta delle donne (FIZ): <<E' assolutamente irrispettoso nei confronti delle prostitute. Potrebbe diventare pericoloso se le donne non potessero più rifiutare alcun cliente. Esse devono poter scegliere se praticare rapporti sessuali con o senza prezzo fisso>>.
In Germania il fenomeno del sesso a volontà esiste da diversi anni.  L'opportunità di abolire questo concetto è attualmente oggetto di discussione



venerdì 12 agosto 2011

Stop child sex tourism


Segnalo questa iniziativa dalla Svizzera per combattere il turismo sessuale a danno di minori, in cui purtroppo - come evidenziato dalle statistiche delle associazioni che lo combattono come ECPAT- gli italiani hanno un triste primato in molti paesi come Brasile, Colombia o Kenya.

Sul sito si può trovare un modulo di notifica in cui è possibile segnalare ogni caso sospetto di abuso sessuale su minori. Il modulo è presente anche in versione italiana.

Questo è il video di presentazione del servizio:

http://stopchildsextourism.ch/web/it/category/rubriken/download-film

Il turismo sessuale è ben presente in molti paesi dell'Asia, America Latina, Africa, Europa dell'Est e si alimenta della miseria delle popolazioni locali e soprattutto della voglia di facili guadagni - da capogiro - degli affaristi locali e a volte anche dei locali governi che si reggono su questa "industria" e non mettono le popolazioni, specie femminili, in condizioni di poter studiare, crescere, scegliere per la propria vita, difendere e vivere la propria sessualità.

Il turista sessuale poi è solo in minima parte un vero e proprio pedofilo (dalle statistiche di ECPAT del 2008, il 3%) per la maggior parte si tratta di persone - in larga maggioranza uomini anche giovani - in cerca di esperienze "estreme" oppure in viaggio d'affari.

Sono certa che la crescita della domanda di turismo sessuale si nutra soprattutto di una certa "normalizzazione" del mercato del sesso nell'immaginario collettivo, nei messaggi dei mass-media, come se fosse un aspetto qualunque dell'esercizio della sessualità, e dall'altra parte un "lavoro come un altro", ignorando del tutto cosa ci sia dietro quel "mercato", le vite spezzate di tante giovanissime che subiscono enormi danni psicofisici.

E' la logica del "lì così vivono", "lì si usa così", in fondo stanno là per loro scelta, altrimenti morirebbero di fame. Ma sì, si sentono persino dei benefattori, come ad esempio si vede in alcune interviste condotte da Lydia Cacho.

Il relativismo e il liberismo selvaggio odierno hanno fatto molti danni, a mio parere, se si giunge in alcuni casi a legittimare la violenza sessuale ripetuta su ragazze/i sempre più giovani, nascondendosi dietro al discorso del denaro e del consumo. Come se lo scambio monetario potesse giustificare ogni cosa, anche l'annientamento psicofisico di un essere umano, come se consumare ed esercitare il proprio desiderio sessuale a prescindere dall'altra/o fosse una nuova religione della libertà e non la forma più vergognosa di riduzione in schiavitù del nostro tempo.